Tumore della prostata

Ogni anno in Italia 43.000 uomini si ammalano di tumore alla prostata e 9.000 muoiono per questa neoplasia. Il tumore può avere un andamento silente per molti anni, a volte può non dare manifestazioni cliniche per tutta la vita. Se il tumore è diagnosticato al suo esordio esistono diverse possibilità terapeutiche con ottime probabilità di guarigione.


L'età

Il rischio aumenta dopo i 50 anni con l’avanzare dell’età. I tre quarti dei casi si sviluppano dopo i 65 anni.

Ormoni

Elevati livelli di androgeni endogeni aumentano il rischio.

Familiarità

Aver avuto un parente di primo grado (padre o fratello) affetto da tumore della prostata, soprattutto se diagnosticato prima dei 65 anni, espone a un rischio maggiore di sviluppare la malattia.

Disturbi della minzione: minzione difficile (disuria) e frequente, necessità di urinare spesso URINARE SPESSO (pollachiuria).Dolore alla minzione, evacuazione incompleta e incontrollabile, ritenzione acuta di urina e senso di peso perinale nella zona retto-vescicale. Nel maschio di oltre 50 anni tali disturbi devono rappresentare un campanello d’allarme, soprattutto se persistono per 2-3 mesi nonostante un’adeguata terapia antibatterica e antinfiammatoria.

Non conoscendo l’esatta causa, non è possibile prevenire la sua insorgenza. Tuttavia la dieta povera di grassi animali e carni rosse, ricca di frutta e verdure fresche sembra poter ridurre il rischio.

Una volta all’anno a partire dai 50 anni o dai 40, se esiste una storia familiare di neoplasie prostatiche:
Esame del sangue per dosaggio PSA (Antigene Prostatico Specifico) e visita clinica specialistica.
Su parere del medico ecografia prostatica transrettale TRUS)
Un valore alto del PSA non deve tuttavia allarmare: il dosaggio del PSA non è specifico di tumore alla prostata, può rilevare anche un’alterazione del normale funzionamento della ghiandola, come ad esempio un’infezione urinaria.