Tumore della prostata

È la neoplasia piu frequente tra i soggetti di sesso maschile, con circa 34.800 nuovi casi l'anno (dati Rapporto Aiom/Airtum 'I numeri del cancro in Italia 2017'). Il tumore può avere un andamento silente per molti anni, a volte può non dare manifestazioni cliniche per tutta la vita. Se il tumore è diagnosticato al suo esordio esistono diverse possibilità terapeutiche con ottime probabilità di sopravvivenza.


L'età

Il rischio aumenta dopo i 50 anni con l’avanzare dell’età. I tre quarti dei casi si sviluppano dopo i 65 anni.

Ormoni

Elevati livelli di androgeni endogeni aumentano il rischio.

Familiarità

Aver avuto un parente di primo grado (padre o fratello) affetto da tumore della prostata, soprattutto se diagnosticato prima dei 65 anni, espone a un rischio maggiore di sviluppare la malattia.

Disturbi della minzione: minzione difficile (disuria) e frequente, necessità di urinare spesso (pollachiuria). Dolore alla minzione, evacuazione incompleta e incontrollabile, ritenzione acuta di urina e senso di peso perinale nella zona retto-vescicale. Nel maschio di oltre 50 anni tali disturbi devono rappresentare un campanello d’allarme, soprattutto se persistono per 2-3 mesi nonostante un’adeguata terapia antibatterica e antinfiammatoria.

Non conoscendo l’esatta causa, non è possibile prevenire la sua insorgenza. Tuttavia la dieta povera di grassi animali e carni rosse, ricca di frutta e verdure fresche sembra poter ridurre il rischio.

Una volta all’anno a partire dai 50 anni o dai 40, se esiste una storia familiare di neoplasie prostatiche:
Esame del sangue per dosaggio PSA (Antigene Prostatico Specifico) e visita clinica specialistica.
Su parere del medico ecografia prostatica transrettale (TRUS)
Un valore alto del PSA non deve tuttavia allarmare: il dosaggio del PSA non è specifico di tumore alla prostata, può rilevare anche un’alterazione del normale funzionamento della ghiandola, come ad esempio un’infezione urinaria.