Tumore della mammella

Il tumore della mammella continua ad essere il “big killer n.1” del genere femminile. Si stima che in Italia siano circa 50.000 i nuovi casi di cancro della mammella (dati Rapporto Aiom/Airtum 'I numeri del cancro in Italia 2017'). Nonostante la costante crescente incidenza di questa patolo­gia, si registra tuttavia una sia pur lenta ma conti­nua diminuzione della mortalità.


La causa originaria della malattia non è ancora conosciuta con certezza anche se sono stati identificati dei fattori di rischio quali:

Età

Con l’aumentare dell’età il rischio aumenta.

Ormoni

Fino ad oggi numerosi studi hanno dimostrato una stretta correlazione tra l’insorgenza del tumore del seno e gli ormoni femminili. I casi di malattia aumentano con l’età anche per effetto della prolungata esposizione agli ormoni prodotti dall’ovaio prima della menopausa. Infatti elevati livelli di estrogeni e androgeni favoriscono lo sviluppo della malattia. Le donne con lunga vita fertile sono più a rischio sia nel caso di prima mestruazione precoce, cioè prima degli 11 anni, sia in quello di menopausa tardiva, dopo i 55 anni. Le gravidanze e l’allattamento riducono il rischio di tumore. La terapia ormonale sostitutiva con associazioni di estrogeni e progestinici in menopausa, se protratta per più di 5 anni, aumenta il rischio di insorgenza di tumore della mammella.

Fertilità

È ipotizzabile un aumento del rischio quando in famiglia vi sono casi di tumore del seno in parenti prossimi (madre, sorella, nonna, zia) sia da parte materna sia da parte paterna.

La predisposizione genetica

In presenza di una forte familiarità di casi di tumore dell’ovaio e del seno, si può sospettare la presenza di predisposizione genetica. Attraverso un prelievo di sangue è possibile sottoporsi a test che evidenziano la presenza o meno di una mutazione genetica, che può favorire l’insorgenza del tumore; tuttavia solo in 1 donna su 800 può essere riscontrata un’alterazione genetica e solo il 5% dei tumori del seno sono dovuti a fattori genetici riconosciuti.

La nulliparità

Non aver avuto una gravidanza aumenta il rischio di tumore del seno. Anche l’età della prima gravidanza è influente: prima dei 35 anni protegge dal rischio di tumore al seno.

Un precedente carcinoma della mammella

Aumenta le probabilità di recidive alla stessa o all’altra mammella.

L'obesità

La tendenza ad ingrassare, specialmente dopo la menopausa, favorendo l’incremento dei livelli di estrogeni endogeni, può costituire fattore di rischio.

La dieta

Un eccesso di calorie e un elevato apporto di grassi di origine animale, specialmente in menopausa, aumenta il rischio.

La terapia con radiazioni ionizzanti

Eseguita sulla parete toracica e/o sulla mammella predispone al rischio di tumore del seno.

Nodulo mammario

è il segno iniziale più frequente (80%)
si presenta duro rispetto alla normale consistenza della mammella e quasi sempre non dolente.

Altri segni (presenti in fase avanzata di malattia)

cute con caratteristiche che ricordano la buccia d’arancia, retrazione del capezzolo, indurimento della mammella, noduli ascellari.

Regolare attività fisica

Una costante attività fisica può svolgere un’azione protettiva nei confronti del tumore del seno, specialmente in menopausa, sia perché aiuta a mantenere il peso corporeo entro i limiti della norma, sia perché aumenta le difese immunitarie.

Dieta

Un’alimentazione ricca di frutta e verdura fresca, soia, cereali non raffinati e legumi, e povera di grassi di origine animale, ha un valore protettivo nei confronti del tumore del seno.

Purtroppo, non esiste ancora la prevenzione per il tumore del seno, perché non esiste un solo fattore di rischio che sia fortemente associato alla malattia. Attualmente risultati incoraggianti sono stati raggiunti attraverso la chemioprevenzione che consiste nell’utilizzo di sostanze naturali o farmacologiche con lo scopo di impedire o rallentare la comparsa del tumore. Esistono tuttavia alcuni comportamenti di vita e individuali che possono aiutare l’organismo a proteggersi.

Con un’adeguata diagnosi precoce, le possibilità di vincere questo tipo di tumore sono altissime. Cosa fare? Esecuzione periodica dell’autopalpazione. Una visita clinica annuale dopo i 25 anni.

Una mammografia per la prima volta a 40 anni, e successivamente con cadenza annuale. La mammografia viene associata all’ecografia a giudizio del medico. Un’ecografia su parere del medico prima dei 40 anni.