I tumori

La prevenzione, cioè l’adozione di stili di vita salutari, e la diagnosi precoce, cioè la prevenzione secondaria, rivestono un ruolo fondamentale nella lotta contro i tumori.

Fare prevenzione significa mettere in pratica, nella vita di tutti i giorni, comportamenti semplici come non fumare, limitare l’assunzione di alcolici, mangiare sano e fare attività fisica.

Oltre a questo è consigliabile, a seconda di età, sesso e storia individuale, sottoporsi a visite ed esami. Per alcuni tipi di tumore effettuare una diagnosi precoce aumenta la possibilità di guarigione: attraverso i controlli preventivi periodici si può infatti individuare la malattia nella fase iniziale e intervenire in maniera tempestiva.

Nei nostri Spazi Prevenzione facciamo prevenzione e diagnosi precoce per i seguenti tumori: tumore al polmone, tumore della cute e melanoma, tumore della mammella, tumore del collo dell’utero, tumore della prostata, tumore del testicolo, tumore del cavo orale.


Il crescere delle probabilità di ammalarsi, cresce con l’età ma, fortunatamente, non basta un singolo danno ai meccanismi di regolazione cellulare perché si sviluppi un tumore, ma ce ne vogliono molti e in posti diversi della cellula.

Sembra ormai chiaro che le neoplasie insorgono generalmente per l’accumulo di una serie di danni a livello di geni di una singola cellula. Le alterazioni genetiche che trasformano una cellula normale in una neoplastica insorgono nel corso dell’esistenza attraverso interazioni complesse tra gli effetti degli agenti cancerogeni e la suscettibilità individuale a queste sostanze.

Molte sostanze comunque sono contenute nell’ambiente in concentrazioni molto basse rispetto a quelle a cui sono esposti i lavoratori che le producono o che le applicano, ma non è ancora stata determinata una dose al di sotto della quale non vi sia rischio. L’educazione deve coinvolgere quindi non solo lo stile di vita individuale (fumo, alcol, alimentazione) ma anche l’ambiente in cui viviamo, impegnando gli operatori ad approfondire l’argomento facendone oggetto di discussione ai vari livelli.


Ogni anno in Italia muoiono ancora di cancro 177.000 persone; un uomo su 3 e una donna su 4 svilupperanno una patologia oncologica nel corso della vita.
Ma la buona notizia è che sono sempre più numerosi gli italiani che vivono dopo una diagnosi di tumore.

Nella seconda metà del Novecento, superati i problemi del dopoguerra, i tumori crescono defi- nitivamente al rango di malattia “sociale”, sostituendo le malattie infettive del secolo precedente. Nel 1948, anno di nascita della nostra Associazione, il cancro si stava imponendo al centro dell’interesse sanitario come il male del secolo.

I numeri del cancro in italia

Oggi sono quasi 3 milioni gli italiani che vivono dopo una diagnosi di tumore: questo sottolinea l’efficienza del nostro sistema di cura, supportato dalla ricerca e dalla pratica scientifica, ma soprattutto definisce il successo delle imponenti campagne di prevenzione e degli interventi di diagnosi precoce avviati dalla sanità pubblica e dall’opera capillare di sensibilizzazione ed educazione delle numerose associazioni nate nel corso del secolo scorso, tra cui la Lega è la prima in ordine di tempo. Perché ieri come oggi, accanto alla terapia e allo studio delle nuove cure, la diagnosi precoce insieme alla prevenzione rappresentano le vere armi efficaci nella lotta contro i tumori.


In ambito oncologico Milano detiene diversi primati. Da una parte registriamo i più alti valori di incidenza dei tumori rispetto al Centro e al Sud-Isole d’Italia, ma dall’altra anche la migliore sopravvivenza e la conseguente diminuzione, avviata già da tempo, della mortalità.

Il contesto in cui operiamo è una realtà metropolitana particolarmente complessa, per composizione demografica, caratteristiche sociali, ambientali e sviluppo economico. Il comune di Milano si estende per circa 182 km2, conta 1.337.155 residenti, gli stranieri residenti sono 248.304 e rappresentano il 18,6% della popolazione (Fonte Istat 2015).

I milanesi sono una popolazione socialmente molto variegata, con un’età media più alta di quella lombarda e A breve i residenti con oltre 75 anni saranno in proporzione di più rispetto ai giovani, dato particolarmente significativo per la programmazione dei servizi oncologici, dal momento che l’incidenza dei tumori è direttamente correlata con il crescere dell’età.

A Milano le nuove diagnosi di tumore, soprattutto dei big killer - i tumori del polmone, della mammella e del colon retto – sono le più alte d’Italia. Questa maggiore incidenza naturalmente coincide con una più alta concentrazione dei fattori di rischio ambientali e personali.

D’altra parte in città anche la guarigione è più frequente rispetto alla media nazionale, sia per la larga offerta di servizi sanitari per la diagnosi precoce e il trattamento dei tumori, sia per le condizioni di benessere socio-economico che garantiscono anche una più alta scolarità, con una conseguente maggiore attenzione alla salute.

Questo scenario spiega da una parte i più alti valori di incidenza dei tumori rispetto al Centro e al Sud-Isole d’Italia, ma dall’altra anche la migliore sopravvivenza.

A Milano ci si ammala, ma si guarisce di più